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Fotografia Europea 2014: attenti al circuito off!

Mi piace scattare fotografie. Penso, che prima di tutto, prima della messa a fuoco, dell’inquadratura, del clic, quello che vogliamo cogliere, il momento che vogliamo “fare nostro” sia già ben impresso nella nostra mente. A volte ci riusciamo al meglio, a volte meno, ma in ogni caso quello scatto fa già parte di noi.

Sono stata all’inaugurazione della nona edizione di Fotografia Europea a Reggio Emilia. Vedere. Uno sguardo infinito, questo è il concept per il 2014.

Se vi capita di dare un’occhiata al programma vi potrete rendere conto di quante siano le opportunità da cogliere per gli appassionati del mondo della fotografia. Fino al 15 giugno, si possono, infatti, visitare numerosissime mostre scegliendo tra quelle del circuito più istituzionale e quelle del circuito off, sezione indipendente della manifestazione che nasce dalla spontanea iniziativa delle persone. Io ho iniziato proprio da queste esposizioni, trascorrendo una due giorni piena di storie fotografiche che mi hanno colpito e che vi voglio raccontare.

Quelle che vi riporto di seguito sono quelle che mi hanno fatto più pensare (alcune sono durate il tempo dell’inaugurazione, altre si possono visitare fino alla chiusura della manifestazione).

Ho iniziato il mio percorso “off” con l’esposizione All Over The Map del Collettivo ViaGiardini, un collettivo di giovani fotografi ex allievi del Master di Alta Formazione sull’Immagine Contemporanea di Modena, nato nell’estate del 2013. Si definiscono un “condominio in cui sedici giovani artisti elaborano singolarmente ricerche artistiche nell’ambito video-fotografico per poi condividerne le riflessioni con il resto del gruppo“. Conosco personalmente da diversi anni uno di questi “condomini emergenti”, Emmanuele Coltellacci, che mi sta facendo appassionare alle sue grotte e a tutto quello che per lui rappresentano. A coinvolgermi particolarmente questa volta, però, è stato il progetto fotografico newborn/newporn di Chiara Corica.

Newborn/Newporn Fotografia Europea 2014Sarà per la sua stretta correlazione con il mondo del digitale o perché ritrovarsi in una stanza piena di immagini di neonati con gli occhi chiusi non può non fare pensare, ma questa “strana collezione” mi ha suscitato molte domande, che poi sono le stesse che si è posta l’autrice dell’opera: “le immagini, pubblicate e condivise quotidianamente da genitori e parenti, celebrano eventi che hanno perso l’aspetto privato e intimo […]. Quali sono i limiti di utilizzo? Quando, alla vista di immagini intime, ci definiamo spettatori impropri? L’atto stesso di diffonderle è pornografia?”.

Visto che si parla di fotografia, non potevano mancare, poi, gli Instagramers italiani con il loro progetto condiviso: #Italia365, un racconto nato per costruire una mappa visiva del nostro Paese, valorizzandone l’immenso patrimonio paesaggistico e culturale attraverso le fotografie scattate dagli utenti con i propri smartphone. Territorialità, condivisione e partecipazione sono gli elementi alla base di questa esposizione che nasce e si sviluppa interamente sul digitale per poi prendere forma concreta e tangibile in questa esposizione.

Andrà tutto bene Michele Grassi Fotografia Europea 2014

Un altro progetto fotografico che mi ha colpito particolarmente è quello di Michele Grassi dal titolo “Andrà tutto bene”. Ubicato presso l’Ateliers viaDueGobbiTre (luogo assolutamente suggestivo di per sé), il progetto racconta la vita di Monica (vedova e madre di quattro figli) dopo il terremoto in Emilia nel 2012 e del Bed&Breakfast che gestiva e che ora non c’è più. Toccante, davvero. Il terremoto che ha colpito la mia terra non può lasciare indifferenti, nemmeno dopo due anni, e vedere in queste immagini il racconto del “dopo” lascia sempre con un certo sconcerto.

E per finire, mi ha piacevolmente sorpresa,  ancora una volta, l’opera di un altro collettivo, quello di Via Roma, dal titolo: La mia foto è la tua foto a cura dell’Associazione La Gabella e Ghirba Biosteria.

Un’intera strada si è mobilitata partecipando alla manifestazione. Ha aperto le porte ai visitatori e si è raccontata attraverso gli scatti dei fotografi. Quanto più esprime questa atmosfera è sicuramente questo post che ho trovato sulla pagina Facebook dell’Associazione e che vi voglio riportare:

 

Non ero mai stata a Fotografia Europea, non immaginavo cosa potesse rappresentare. Ci sono davvero tanti spunti, tante cose da vedere. Merita una passaggio assolutamente. Spero che questo mio racconto vi abbia incuriosito e che, se non sarà per quest’anno, vi ricorderete di visitare questa splendida manifestazione negli anni a venire 🙂

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