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3 strumenti per il visual storytelling che i content marketer dovrebbero conoscere

L’importanza che ha assunto il visual storytelling è indiscussa.
Narrarsi attraverso storie (create assemblando testi, foto, video) è diventato il modo migliore per raccontarsi e creare la propria personalità in rete, sia a livello individuale (Personal Branding) sia a livello di brand e di aziende.

Vorrei dire che lo storytelling è fondamentale: le persone amano le storie, i nostri cervelli sono programmati per questo. Se davvero vuoi entrare in contatto con i tuoi clienti e coinvolgerli a livello emotivo, hai bisogno di una storia.

Questa frase di Joshua Fulfs, Brand Manager di Shwood Eyewear, riassume perfettamente il concetto e la necessità di intraprendere la strada della narrazione per relazionarsi coi clienti, ai quali non si vende più solo, ma prima si racconta e coinvolge.

Di seguito trovate 3 strumenti, che ho scoperto in rete, e che servono proprio per questo: raccontare storie in modo avvincente e rapido, usando uno stile grafico piacevole. Di uno di questi tool (Steller) mi sono letteralmente appassionata e ho iniziato a utilizzarlo a livello personale, gli altri sono stati una bella scoperta: mi hanno colpito per la loro facilità di utilizzo, immediatezza, stile e possibile adattabilità a diversi progetti di comunicazione personali e di brand.

Steller

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Steller 
è un’app gratuita sviluppata da Mombo Labs, lanciata a marzo 2014 e al momento disponibile solo per dispositivi IOS. Permette di creare storie caricando le proprie foto e video, corredandoli di testi e assemblando il tutto usando diversi layout grafici d’impatto, in modo molto intuitivo.

Con l’incipit

Everyone has a story to tell. Tell yours with photos, videos, and text.

quest’app mi ha conquistata subito! Così ho cominciato a usarla e a creare le mie #stellerstories (questo è il mio profilo).

Oltre a pubblicare le nostre storie, che possiamo poi condividere sugli altri social media, è possibile oggi anche mettere mi piace, commentare le storie degli altri e addirittura archiviarle all’interno delle nostre raccolte (aspetti che hanno reso questa app un social media a tutti gli affetti). Nella sezione “Esplora” si possono scoprire, poi, le storie che Steller ha catalogato per temi.

Inoltre, è possibile (e consigliato) utilizzare gli hashtag, di solito inserendoli nella storia, rendendo così ricercabili i nostri racconti. Alcuni hashtag come #steller e #stellerstories  – al momento in cui scrivo ci sono oltre 3.487 storie caricate con quest’ultimo – sono quelli di base che tutte le storie dovrebbero contenere e che sono utili per rendere riconoscibile la nostra storia al momento della condivisione su altri social, altri come #stellerstreet, #stellermeet, #goexplore, #seewhatisee e anche #stelleritalia (la nostra community italiana è già molto attiva con oltre 1.881 storie) si possono trovare tra le categorie della sezione Esplora. 

La community di Steller è molto attiva anche sugli altri social, Twitter e Instagram, e si sta già assistendo ad utilizzi efficaci del mezzo sia da professionisti (ad esempio Buchan Grant – fotografo) sia da brand (Joflemingdesign – creazioni di abiti da sera e da sposa).


Exposure

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Creato dalla startup Elepath, con sede a San Francisco, con fondatore Jake LodwickExposure è un tool che trasforma una collezione di foto in una storia coerente, ben progettata e graficamente piacevole da vedere.
Facile da usare, permette di crearsi il proprio spazio di narrazione sul web in modo immediato.
Le storie sono fatte di foto e testi e sono divise per categorie dalle quale ci si può prendere ispirazione per iniziare a creare i propri racconti.
Aprire un profilo è gratuito (fino a 3 storie) e poi è necessario eseguire l’upgrade scegliendo tra i diversi piani a pagamento disponibili sia per profili individuali sia per brand – For Business). 

Interessante è l’uso che qualche persona/professionista e brand hanno iniziato a fare di questo tool.
Nella sezione “suggested members” si trovano casi interessanti come quelli di: Thomas Flensted – fotografo di Copenaghen con molto seguito su InstagramShwoodshopazienda produttrice di occhiali, che sul proprio profilo pubblica testimonianze dei suoi globe-trotting ambassador e Philips, che dichiara che “Exposure is where we share stunning visuals stories about the creative journey behind themes and innovations; all based on people-centric design and research”.

Shorthand

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Shorthand
è un tool di visual storytelling che già nella sua homepage chiarisce le sue diverse finalità di utilizzo (“for individuals” e “for organization“).  Cliccando sulla prima sezione si arriva allo spazio web dedicato agli individui/ profili di aziende di servizi come GottesmanResidential, agenzia immobiliare specializzata in immobili di lusso, che ha creato una storia proprio per promuovere una vendita, cliccando invece sulla seconda si entra nell’area dedicata all’editoria.

Nella sua prima sezione quello che si può fare è spiegato chiaramente: si può creare una storia fatta di testo, immagini e video e condividerla con i propri follower su Twitter.

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La sezione business è, invece, pensata apposta per gli editori ed è integrabile all’interno del proprio dominio, come si può vedere in questa storia sul sito della BBC. BBC, The Guardian, Mirror sono solo alcuni nomi che utilizzano questo tool in versione pro. Per accedere a queste funzionalità ovviamente bisogna mettersi in contatto direttamente con gli sviluppatori.

Queste le mie ultime scoperte nell’ambito dei tool dedicati allo storytelling.
Non mancherò di approfondire e cercarne altre vista la mia passione incondizionata per l’argomento. Raccontare storie è bello, non c’è nulla da fare, rappresenta, come dicevamo, un modo per presentarsi e per coinvolgere gli altri. Lo storytelling diventa quindi fondamentale in qualunque strategia di comunicazione digitale e non.

Se utilizzate, avete provato o semplicemente conoscete altri tool interessanti, mi farebbe piacere trovarli riportati nei vostri commenti in modo da poterci confrontare insieme 🙂

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