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Riflessioni di una viaggiatrice, fotografa e blogger semiseria

È da un po’ di giorni che medito su come formulare questo pensiero che mi frulla in testa da quando sono tornata dalle vacanze circa una settimana fa.

Quest’anno, per le mie vacanze estive, ho scelto la splendida Minorca. Dopo essermi perdutamente innamorata di sua sorella maggiore, Maiorca, in cui ho trascorso l’agosto del 2011 e ho organizzato una “toccata e fuga” lo scorso maggio, ho deciso che dovevo finire di scoprire le isole Baleari (ora mi manca solo Ibiza che però è già nella mia lista 🙂 ). Due anni consecutivi di vacanze portoghesi (2012 e 2013) sono bastati per farmi venire un’incredibile voglia di mare, quello vero, quello delle acque cristalline e calme e non delle alte onde oceaniche con temperature decisamente non favorevoli per godersi un bel bagno!

 

Negli ultimi 10/12 anni (credo, forse qualcuno in più) ho sempre cercato di rispettare una regola che mi sono data: fare almeno 1 viaggio all’anno (a volte due, nei periodi migliori). Ecco allora che sono stata: in Messico, in Sud Africa, in Perù, a Cuba, in Thailandia, negli Stati Uniti (New York, Chicago, in California, sulla Route66 per visitare i grandi parchi del sud), ad Antigua e Barbuda, a Zanzibar, in diverse località dell’Egitto, alle Canarie, ho fatto diversi tour in Europa (in Irlanda, in Scozia, in Francia, in Spagna, in Croazia, in Belgio e in Olanda) e ovviamente ho visitato la maggior parte della capitali europee. E forse mi sto dimenticando qualcosa.

Porte-e-Finestre_Ciutadella_MinorcaE qui arriviamo al punto.

Come ci si fa a ricordare di tutte le esperienze di viaggio che facciamo, di tutti i dettagli, tutti colori, di quello che ci ha emozionato, colpito, rallegrato? Come si fa a tenere vivi i ricordi di tutte quelle sensazioni che abbiamo provato, di tutto quello che abbiamo vissuto, di come eravamo noi?
Dopo un po’ la memoria ci abbandona. Purtroppo qualcosa rimane ma la maggior parte delle informazioni e ricordi passano e questo è un vero peccato. E allora?

Allora… ci sono le foto (direte voi)!
Esatto, le foto. Per chi le fa e le conserva.

Nel corso degli ultimi 10/12 anni (il periodo che di cui vi parlo le cose sono profondamente cambiate ed è proprio su questo che sto tentando di riflettere. Prima la fotografia digitale, poi il web, gli smartphone, i social network, Instagram (la mia grande passione 🙂 ) hanno modificato tutto. Soprattutto la modalità di fruizione stessa del momento “viaggio”. E se ci penso mi sento confusa.

Forse la maggior parte dei viaggi più impegnativi che ho fatto li ho fatti nel periodo della fotografia analogica. Addirittura non avevo nemmeno una macchina fotografica mia, mi affidavo a quella dei miei compagni di viaggio. Migliaia di foto scattate e decine di rullini da portare a sviluppare: si tornava a casa e si aspettava con ansia di vedere il risultato. Moltissime delle foto erano da cestinare, con le altre invece ci si faceva gli album. Già gli album – ma poi chi se li teneva gli album? Risultato: io la maggior parte di quelle foto non le ho più. Riflessione: allora, pur sapendo di esserci comunque stata in quei luoghi, sono destinata a dimenticarmi col tempo la maggior parte dei particolari?! Mi tengo strette quelle 2 o 3 foto stampate rimaste e mi sforzo di ricordare delle cose che probabilmente non ricorderò mai. La memoria ha dei limiti.

Per l’altra metà dei viaggi mi sono munita di macchina digitale, questa volta di proprietà, che col tempo è diventata sempre più professionale. Risultato: ho scattato migliaia di foto. Sono tornata a casa, le ho scaricate e le ho archiviate. Ho memorie esterne piene di materiali che mi riprometto sempre di sistemare (perché il prodotto finito ovviamente deve essere perfetto), ma che non apro praticamente mai. Riflessione: questa volta so di aver viaggiato, ne ho le prove, ho milioni di dettagli… troppi, da consultare tutti!

Negli ultimi anni in vacanza con me ci viene anche lo smartphone e con lui i social network. Risultato: scatto, seleziono la foto giusta e condivido. Più per me che per gli altri. Creo la storia del mio viaggio che posso rivedere in qualsiasi momento. Riflessione: dal mio social-racconto di viaggio trovo ispirazione, ricordo, rivivo i momenti più belli e magari riesco a strappare un sorriso, un like, anche agli altri. Questo mi piace.

Da Minorca ci sono tornata con quasi 1.000 foto scattate con la mia mitica Panasonic Lumix GF1 che porto dappertutto e che non teme nemmeno la sabbia! Non le ho ancora guardate tutte e onestamente non so quando lo farò. Però posso rivivere la mia vacanza attraverso il mio profilo Instagram e il mio profilo Facebook (tutte le immagini che trovate in questo post provengono proprio da lì e sono state scattate con il mio IPhone).

Minorca_Collage_Stefania_Fregni_Instagram

Se vi aspettate una riflessione finale a questo punto, io non c’è l’ho. Ho solo tanti pensieri sparsi.
Anzi se voi avete idee più chiare a riguardo siete invitati ad intervenire; mi farebbe piacere.

Ho trovato, però, altri 2 modi per “tenere viva la memoria dei miei viaggi: colleziono le guide turistiche dei luoghi che ho visitato, ovviamente cartacee, che fanno bella mostra di sé in libreria e calamite da attaccare rigorosamente sul frigorifero (comprate personalmente ogni viaggio) che tutte le mattine mi ricordano dove sono stata e di cui sono molto, ma molto orgogliosa 😉

PS. il giorno dopo che ho finito di scrivere questo post ho deciso di scaricare le foto scattate con la macchina fotografica. Risultato: la scheda piena, quella con la maggior parte di foto, è illeggibile. Più di 700 foto apparentemente perse (mai successo prima d’ora). Ho trascorso diverse ore su Google a cercare e a ricercare una soluzione e alla fine, inaspettatamente, ho trovato un magico programma di recupero file che si chiama PhotoRec (consigliatissimo). Il miracolo è accaduto, le foto le ho recuperate! Riflessione: io non so se questa sia la risposta alle mie domande, oppure un segno ( 😉 ), ma una cosa è certa: al momento solo lo smartphone e l’immediatezza del web possono dare la sicurezza di non “perdere la memoria”! 😉

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