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3 cose che mi porterò nel 2016 e che consiglio anche a te

Ho pensato e ripensato a come avrei voluto salutare questo 2015 e affacciarmi al 2016. In realtà non volevo scrivere un post, però stamattina in preda all’insonnia che mi ha svegliata alle 5,30 ho iniziato a riflettere e soprattutto a dubitare sul da farsi. E allora eccomi qua.

Sono perfettamente consapevole che questo genere di post si scrive più per se stessi che per gli altri.
Forse ne abbiamo bisogno per tirare le somme, per fare i così detti “bilanci” (di questo ne parlavo anche lo scorso anno, ma serviranno poi davvero questi bilanci?) o forse ci piace fissare nero su bianco alcuni punti, comunque una funzione terapeutica credo l’abbia assolutamente!
Quindi grazie in anticipo per questa “seduta” 😉

Vero è anche – e questo lo sostengo da sempre – che dalle storie e dalle esperienze degli altri si possono imparare tante cose quindi mettiamola così: ho deciso di scriverlo un 70% per me stessa e un 30% per voi che mi leggete – oneste come percentuali, no? 😉

Dentro al 70% “terapeutico”, c’è anche una sorta di “auto-riconoscimento” per il lavoro svolto su questo blog.
Mi spiego meglio, sono arrivata alla fine dell’estate del 2015 (circa 4 mesi fa, mi sembra ormai un secolo ma in realtà sono solo pochi mesi) senza un blog personale/professionale, sì scrivevo su quello di Social Margarita o quello delle GGDModena, ma non mi ero troppo concentrata su di me. Questo blog esisteva, ma non aveva forma, non aveva cuore.
Ora credo che le cose siano cambiate, rapidamente, inaspettatamente per certi versi ma consapevolmente per altri.

Per questo devo ringraziare voi in primis (giuro che non smetterò mai di farlo): le vostre condivisioni, commenti, iscrizioni alla newsletter sono il carburante che accende il mio motore e mi conferma ogni giorno che la direzione che ho preso in questi mesi è quella più giusta. Per darvi una misura, che a me sconvolge sul serio e mi riempie di immensa soddisfazione, in 4 mesi sono arrivata ad avere quasi 100 iscritti alla mia newsletter (tanti? Pochi? Lascio a voi valutare, per me sono più che sufficienti per dirmi: “ok, Stefania avanti così” 🙂

Però voglio fare un altro ringraziamento, più o meno pubblico – so che lui lo sa già, perché indirettamente gliel’ho fatto sapere diverse volte – ma questa volta lo voglio scrivere: un grande grazie va al caro Skande, una gran persona oltre che un grande saggio, che con la sua semplicità e immediatezza una sera dell’estate appena trascorsa mi ha consigliato di “puntare su di me”, come persona, come professionista.
Io ho provato a farlo e sono soddisfatta dei risultati. 

Ecco questa parte va nel 30% dedicato a voi, credo che il consiglio di Riccardo derivasse dalla sua esperienza personale che poi lo ha portato a diventare quello che è ora e a scrivere di Personal Brandingil suo libro “Fai di te stesso un Brand” è al primo posto delle letture che vi consiglio e il motivo ve l’ho appena spiegato: fare tesoro delle esperienze degli altri ci può cambiare la vita. 

3 cose che mi porterò nel 2016

A cavallo tra la mia e la percentuale per voi, metto allora le 3 cose che voglio portare con me in futuro.
In realtà le ho già scritte nella mia ultima newsletter, ma stamattina, come vi dicevo, il mio stato insonne mi ha fatto pensare che forse avrei potuto fissarle anche qui, con qualche commento in più.

A me saranno utili, lo so già, spero lo saranno anche per voi. 

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La prima è la FIDUCIA

È un sentimento importante, che ho riscoperto da poco e che bisogna avere sempre.
La fiducia è verso gli altri, se stessi e nel futuro. Tutti questi 3 destinatari sono importanti.
Non li ho messi in un ordine voluto, non so quale sia l’ordine esatto, forse è soggettivo, ma so che basta avere fiducia anche in uno solo di questi tre soggetti per scatenare “una catena” di positività che include anche gli altri.
Per natura tendo ad essere molto oggettiva, forse troppo. Il mio bicchiere è spesso “mezzo vuoto”, perché per me vederlo “mezzo pieno” significa essere poco realisti, ingenuamente positivi, essere dei giudici troppo lascivi. Il mio giudice interno è davvero severo… non so se vi piacerebbe conoscerlo 😉

La mia rinnovata fiducia nel fare lo ha profondamente sconvolto. Se fosse per lui “nulla sarebbe fatto se non perfetto”. Si sbaglia e ora ho le prove! Gli ultimi mesi del mio 2015 sono riuscita a farlo ricredere: mi sono trasformata e mi sento più matura sia a livello personale che professionale. Pensate alla faccia che ha fatto quando non solo mi sono dedicata a questo mio blog ma ne ho pure aperto un altro, My Modena Diary, una nuova e bellissima avventura in cui mi sono buttata grazie alla… fiducia 🙂
Per questo la fiducia è la prima cosa che ci servirà nel 2016.

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La seconda è la CURIOSITÀ

Essere voraci, aver voglia di saperne sempre di più, continuare a cercare. E poi cercare ancora.
Non si finisce mai d’imparare, soprattutto per chi fa un lavoro come il mio.
Ammetto, a volte mi prende lo sconforto, perché sempre quel giudice di prima mi dice che dovrei sapere tutto di tutto (ve l’ho detto che è cattivo!).
E invece non è così, fidatevi, l’ho sto capendo adesso.
Lo spiega bene Riccardo Esposito parlando di “Ignoranza Selettiva” in uno dei suoi ultimi post: “non puoi e non devi sapere tutto. Devi essere competente, e lo devi essere in rapporto al tuo lavoro. Alla tua attività”.
Nel resto delle cose ti devi saper orientare e in questo la curiosità aiuta tanto.
La curiosità è un “motore” da tenere sempre alimentato.
Siate curiosi, sempre.

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La terza è la PASSIONE

Se la curiosità è il motore che muove la mente, la passione è ciò che comanda il cuore.
Essere appassionati significa amare quello che si fa e amare il proprio lavoro è vitale.
Questo è uno dei motivi perché in parte, in questo preciso periodo storico, mi sono rassegnata a provare a portare avanti la tanto bramata e citata Digital Detox”, di cui in Wikipedia non si trova ancora definizione in italiano (singolare 😉 ).
So assolutamente che sarebbe opportuno e lo metto nei buoni propositi, ma per ora sono più nella fase del “dare il più possibile finché ce n’é”.
Però, pubblicato quest’ultimo post dell’anno, prometto che corro a comprare il libro di Alessio Carciofi Digital Detox: Il modo più facile per ritrovare l’equilibrio“. Vi farò sapere come andrà finire 🙂
Se da un lato la passione può tradire, perché ti sprona a fare sempre di più (sempre Riccardo Esposito titola “E’ la passione che ti frega”) dall’altro non più mancare, si tratta solo di trovare il giusto equilibrio tra le cose, come sempre.
Per questo vi dico di non smettere mai di amare quello che fate oppure di cercare di fare quello che amate, come preferite 🙂

Ecco cosa porto con me.
Direi un buona scorta di “tool” utili per il 2016!

Per concludere, aggiungo anche un’ultima cosa importante.

Mi sono innamorata di questa quote:

Non_tento_di-ballare_meglio_degli_altri_Michail Baryšnikov_quotes

Non so se è perché l’ha detta un ballerino e io adoro ballare e adoro la caparbietà dei ballerini e degli atleti in genere quando vogliono diventare bravi a fare quello che amano o perché in questa frase risiede il vero segreto del miglioramento, della trasformazione e della maturazione.
Credo che sia una sacrosanta verità però: il vero confronto è sempre e solo con noi stessi.
Se riusciamo a guardarci indietro negli anni che sono passati e ad essere soddisfatti di dove siamo oggi, allora anche il nostro giudice interno (quello più o meno cattivo, dipende da voi) si metterà tranquillo e sarà soddisfatto del percorso fatto, un passo dopo l’altro.

Auguri ragazzi, che il 2016 sia per tutti un “passettino in più” 🙂

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